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DA GRANDE SARO’ JESSICA FLATCHER

Ognuno di noi ha il proprio mito, ci sono molte donne che con il loro esempio sono diventare icone e punti di riferimento per le generazioni future. Ad esempio Marie Curie, la favorita di Sheldon Coooper, ricercatrice morta dopo aver contribuito ad ampliare al tavola degli elementi scoprendo il radio. O The Queen Elisabetta II, che ha mostrato al modo come avere dignità e classe quando hai figli e nuore che ti combinano la qualunque.

Colei fra le tante che, per me, si è elevata è una dolce e modesta signora del New England,  Jessica B. Fletcher.

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“Faccio finta di crederti, ma tu sai che io so che tu sai”

Spesso i punti di riferimento si iniziano a costruire nell’infanzia e adolescenza, e chi fu responsabile dell’esposizione quotidiana alla visione della regina di Cabot Cove di una 5 – 6enne? Mia nonna. Come molti venivo lasciata alle cure della nonna quando i genitori erano al lavoro. Come molti d’estate le mie mattine erano scandite dalla maratona Magnum PI, Chips, Riptide, Supercar, e via dicendo. Ma, alle 12:00 il controllo del telecomando passava alla nonna e lei adorava la dolce signora del New England risolvi omicidi. Negli anni 80 e primi 90 il concetto di fascia protetta non era ancora conosciuto, o utilizzato, quella schiera di pedagogisti che si sgolavano nel ripetere di tenere al riparo gli innocenti fanciulli in quella fase delicata e facilmente impressionabile probabilmente non se li filava nessuno, se esistevano.

Approdata alle medie, i miei decisero che a 11 anni suonati sarei stata perfettamente in grado di gestirmi in casa da sola, farmi il pranzo e riuscire a sopravvivere nelle ore post scuola, e nelle giornate estive senza la supervisione della nonna. Ma ormai il danno era fatto, ero una follower di Jessica. Sebbene i miei genitori fossero ligi al motto “niente tv in cucina, a tavola si parla”, la giovane me, in casa sola, si cucinava il risotto alla milanese in tempo per poterlo mangiare alle 12:00 sul divano davanti alla tv e alla mia Jessica. Alle undici del mattino ai fornelli c’eravamo solo io e le vicine casalinghe.

Questa la strada che mi ha condotto a Jessica Fletcher, ma perché scegliere lei?

Mrs Fletchet possiede un curriculim vitae da far invidia a chiunque, i soli lavori ufficiali sono: insegnante nella high school locale, scrittrice di fama mondiale, insegnante universitaria a New York. A tempo perso fa l’investigatrice.
Fra giardinaggio, pesca ed inviti a cena, la signora ammazza il tempo risolvendo omicidi, indagando con le forze dell’ordine, dal più modesto sceriffo locale, fino ad affiancare i servizi segreti.
Tutto ciò decenni prima di Grissom, Orathio e company, senza le fantasticherie moderne, con referti autoptici vaghi. Ai tempi di Jessica il referto recitava un laconico “decesso a causa di corpo contundente”, oggi la descrizione sarebbe “decesso a causa di corpo contundente, di forma rotonda, diametro 10 cm, peso approssimativo 1099 grammi, colore blu, impugnato con la mano sinistra da un uomo di altezza 1,80 metri e peso 88 chili, che zoppica con la gamba destra, razza caucasica, capelli biondi” praticamente manca il nome.

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Jessica e i primi social

Jessica era multitasking prima che venisse coniato il termine; indossava occhiali hypster e utilizzava bici a scatto fisso prima che gli hypster li rendessero una moda, anzi prima che gli hypster nascessero; era una fashion icon prima che diventasse una professione; probabilmente recensiva le sagre paesane prima che arrivassero le food blogger; aveva follewer prima che inventassero twitter; in poche parole: era “troppo avanti”.

Inevitabile che diventasse un’icona, inevitabile che ci si senta divisi fra il desiderio di incontrarla e il bisogno di starle lontano, perchè dove c’è lei ci scappa il morto.

Ancora oggi, dopo tante estati passate a pranzare con lei alla tv, dopo aver visto ogni episodio, sento il desiderio di rivederli, gustarli davanti ad un piatto di pasta, o se vogliamo essere fedeli alla tradizione, davanti ad un piatto di risotto alla milanese.

I miei episodi preferiti sono quelli ambientati a Cabot Cove, vecchio stile, profonda provincia nord americana, tanto gossip di paese. 

Tale quale a Ravarino, vecchio stile, profonda bassa modenese, tanto gossip di paese,…

 

 

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