Mummy

…E FUI RAPPRESENTANTE

AVVERTENZA: questo è un post-sfogo solo per stomaci forti o genitori con grande dose di sarcasmo. Se ne siete sprovveduti, NON LEGGETE.

Vi ho avvertito.

Si dice che le disgrazie le senti arrivare, preveggenza, sesto senso, pelle d’oca, chiamatelo come volete, ma alcuni raccontano (millantano) che sentono prima l’arrivo della disgrazia.

Cavolate!

Magari quel giorno avessi avuto qualche sentore del tragedia incombente, se lo avessi anche solo sospettato lontanamente, col cavolo che sarei andata alla prima riunione della materna.

La famosa e temuta riunione in cui si elegge la rappresentante.

Lo ammetto credevo di avere il cul sedere parato, ci sarà bene una madre che lavora part time, o che non lavora, qualcuna che ama alla follia quegli esseri bassi chiamati figli??! Per cui si immolerebbe sull’altare della patria. Ho il senso materno di una roccia che si stacca dalla montagna, la memoria di un pesce rosso, la voglia di un bradipo, l’abilità di tenere conti di Tremonti, ci sarà qualcuna più adatta. Illusa.

Solo perché facevo domande intelligenti “ma lo fate il ponte dei morti?” sembravo sul pezzo. Ma che pezzo?? Io volevo capire se stanno aperti o no, banale.

La frase clou fu detta dalla mamma su cui contavo di più “ma è una cosa poco impegnativa” seee, e io so’ Kate Middleton. Dopo mi confidò che non era vero, apprezzo la sua onestà, ed il fatto che mi ha fatto da rappresentante mentore e spalla su cui piangere.

Comunque fui eletta. Quasi all’unanimità.

E subito fui travolta letteralmente dai gruppi whatsapp: rappresentati materna, comitato genitori, giocasport, a seguire comitato lotteria…. Era il periodo pre election day in cui le mie immagini profilo erano 007 che riceve l’ordine di far fuori Trump, Mentana alla Che Guevara, già da queste si può percepire il mio fancazzismo.

Ero fottuta, peggio, mi illudevo di non esserlo.

Uno dei momenti più drammatici fu la foto di classe, bimbi decimati dall’influenza il giorno della foto, la foto che viene rimandata, bimbi ri-decimati, genitori che volevano la foto, genitori che criticavano l’organizzazione… whatsapp impazzito.

Per non parlare del fondo cassa o delle raccolte soldi per progetti, gite, e amenità varie, devo inseguire chi non mette la sua quota, invio messaggi che manco un usuraio usa. Lascio anche pizzini che intimano di pagare! Posso mandare il mio Cv alle società di recupero crediti, l’esperienza ce l’ho.

Essere rappresentante è un compito ingrato. Primo, spendi un sacco di soldi in chiamate a genitori e maestre, la vodafone dovrebbe regalarmi qualche azione, chiamate spesso fatte nel cesso dell’ufficio. Nel cesso! Pure poco insonorizzato che il tipo dell’ufficio accanto se la ride quando mi vede entrare. Secondo, se ci sono problemi tu ti prendi critiche e nomi perché tu non hai fatto bene il tuo lavoro (hem, il mio lavoro lo faccio bene, la rappresentante è volontariato, ripetiamo insieme a voce alta LA RAPPPRESENTANTE E’ VOLONTARIATO). Terzo, se tutto fila liscio o dai la buona novella che invece di pagare x€ per i progetti, se ne pagano meno col cavolo che ricevi un “evviva!!” “Grande” “bello”; no, silenzio assoluto. Quarto, c’è un giro di soldi fra progetti, gite, eccetera manco fossi alla borsa di New York, e tutto deve stare separato, diviso, ordinato. Passo delle serate a contare e ricontare come Paperon De Paperoni per essere certa che tutto torni. Me li sogno pure di notte.

La rappresentante, come tutti, ha la propria vita, in più deve pure stare dietro alle beghe altrui. A questo proposito, alla domanda di una mamma alla quale non avevo risposta, ho suggerito di chiamare le insegnanti e chiedere, dato che io non potevo in quel momento, la madre in questione con tono perentorio mi scrisse “tu sei la rappresentante, è tuo dovere”.

Anche io ho una vita, un lavoro, una famiglia e soprattutto le mie paranoie. A cuore aperto vi voglio confidare che stare la sera a contare i soldi, decifrare i preventivi dei progetti e fare le divisioni delle quote, andare a comprare i regali per la sezione, per le insegnanti e il materiale didattico, andare alle riunioni alla sera non sono fra i miei hobbies preferiti. Anche io (so che sarà difficile da capire) dopo 8 ore di lavoro sono stanca, anche io devo fare la spesa, cucinare, lavare, pulire, passare in posta e anche io avrei voglia di vegetare sul divano.

Se pensate che il prossimo anno mi ricaccerò in questo girone dei dannati siete degli illusi.

Quello che ho fatto e che farò in quest’anno scolastico che volge al termine, l’ho fatto con la buona volontà, con impegno, con la diplomazia di cui disponevo, ho fatto il meglio che potevo, ma riconosco i miei limiti e fare la rappresentante va molto oltre i miei limiti. È più facile che venga scelta per la missione esplorativa sul sistema Trappist-1 piuttosto che mi ricandidi.

 

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